Varenne, un cavallo molto speciale
Alberto Giubilo, che mi aveva preceduto a raccontare divinamente di ippica ed equitazione sulle colonne de IL TEMPO, sosteneva che il cavallo è un essere superiore. Del grande collega ho sempre ammirato la conoscenza profonda che aveva delle capacità atletiche del nobile destriero, ma quella affermazione mi era ogni volta apparsa sopra le righe. Finché, finché un venerdì pomeriggio a Fieracavalli di Verona non mi sono trovato di fronte a Varenne, ospite illustre a fine carriera di quella rassegna.
Conoscevo i cavalli, ne possedevo uno autoritario e nevrile che montavo spesso in maneggio, ma Varenne mi folgorò. Lo sguardo magnetico e intelligente, la docilità signorile della camminata, l’attenzione serena a quanto lo circondava, cioè centinaia di persone accalcate sulle barriere con sventolio di bandiere, altoparlanti a mille e giornalisti schierati.
Attese pazientemente che lo fotografassero da ogni angolo, che tutti noi rimanessimo in contemplazione dei suoi garretti e del suo fisico straordinari e che il pubblico si acquietasse, poi voltò elegantemente la testa e fece cenno l'incontro era finito.




























